Storia di una donna: Elena Lucrezia Cornaro. La prima laureata al mondo.

Elena_Piscopia_portraitOggi, 25 giugno, si laureava per la prima volta una donna. Lei era Elena Lucrezia Cornaro. Era il 1678 quando Elena sconfisse i muri del pregiudizio e aprì la strada a un cambiamento importante per tutti. Oggi quindi vogliamo onorare la memoria di una grande donna che, con coraggio e determinazione, ha affrontato le difficoltà del suo tempo e ha compiuto il primo passo sulla strada della parità.

La famiglia

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia nacque a Venezia il 5 giugno 1646 e fu la quinta di sette figli, frutto dell’unione tra Giovan Battista Cornaro Piscopia e Zanetta Boni. Mentre il padre di Elena apparteneva ad una delle più importanti famiglie del patriziato veneziano, cultore delle lettere e delle scienze nonché procuratore di San Marco, la madre era invece una donna di umilissime origini. L’antica famiglia era da secoli esclusa dalle maggiori magistrature della Repubblica di Venezia, tuttavia le restava il prestigio del nome, del patrimonio e della cultura. Casa Cornaro era, infatti, un luogo di incontro per dotti e scienziati. Il bisnonno di Elena, Giacomo Alvise, era stato legato a Galileo Galilei da una profonda amicizia e la sua biblioteca, poi ereditata da Giovan Battista e frequentata da Elena per i suoi studi, raccoglieva numerose opere scientifiche di ispirazione galileiana. Giacomo Alvise, vivendo circondato da diversi uomini colti e famosi, quali Torquato Tasso, Cesare Baronio, Roberto Bellarmino e Paolo Sarpi, coltivò l’amore per i libri; la biblioteca fu un vivido stimolo culturale per Elena, la quale trovò proprio nella casa paterna le prime fonti di studio.

Gli studi di Elena

Accorgendosi delle grandi qualità della figlia, il padre ne favorì in tutti i modi la crescita culturale ed Elena lo ripagò dedicandosi con tutto il suo impegno allo studio. Il padre tuttavia, per garantire alla figlia un’istruzione dovette andare controcorrente rispetto alla mentalità del tempo, una mentalità di fatto contraria all’educazione femminile. Così, controcorrente, Elena intraprese gli studi classici; sulla vastità della sua cultura sono d’accordo molti critici. Elena “conosceva bene non solo il latino e il greco, lingue nelle quali scriveva con scioltezza e facilità, ma anche l’ebraico, lo spagnolo e il francese, e, secondo alcuni biografi, l’aramaico. Era versata in astronomia e in matematica, dissertava di filosofia e di teologia, di storia e di politica, cantava, scriveva versi e li metteva in musica [1].” Lo studio della teologia, in un clima di revisione postconciliare, richiedeva la conoscenza dei testi in lingua originale e, proprio per questa ragione, Elena si accostò all’ebraico e al greco.

Elena diviene oblata benedettina

Di carattere calmo e riflessivo, molto devota, nel 1665, a soli undici anni, fece voto di castità, diventando suora laica dell’ordine di San Benedetto. Elena, divenendo oblata benedettina, raggiunse un compromesso tra la vocazione religiosa e la passione per lo studio: in tal modo, infatti, pur osservando la regola dell’Ordine, poteva evitare la reclusione monastica avendo la libertà e i mezzi per continuare i propri studi. Sembra che avesse provato ad entrare nel convento delle suore francescane di Venezia qualche tempo prima, tuttavia ne uscì subito dopo non tollerando la reclusione della vita monastica. Elena divenne presto nota a moltissimi studiosi italiani per la sua erudizione e la sua fama si estese anche all’estero.

La laurea

Quando il padre chiese se Elena potesse laurearsi in teologia all’Università di Padova, il cardinale Gregorio Barbarigo, cancelliere dell’Università, si oppose duramente poiché riteneva “uno sproposito” che una donna potesse diventare “dottore”. La Chiesa, a quel tempo, era persuasa dell’inferiorità della donna rispetto all’uomo: riteneva la donna incapace di ragionamenti difficili, tanto più sulle verità della fede, e le vietava ogni insegnamento di grado superiore, secondo quanto scritto da San Paolo nella Prima epistola a Timoteo «Non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito ma stia in silenzio». Il fatto che fosse negato a Elena di laurearsi accese un conflitto tra il cardinale e la famiglia Cornaro, che si risolse con il compromesso di far laureare Elena in filosofia e non in teologia. Nel 1678, a 32 anni, Elena ottenne finalmente la sua laurea; il 25 giugno sostenne la sua dissertazione e fu accolta nel Collegio dei medici e dei filosofi dello Studio padovano, benché non potesse comunque, in quanto donna, esercitare l’insegnamento. Il cerimoniale, che si svolse nella cappella della beata Vergine della cattedrale, fu caratterizzato da un lungo corteo, da musica e cori, dalla partecipazione di tutta la nobiltà oltre che di una folla numerosa: ciò connotava l’eccezionalità di un avvenimento unico.

[1] C. Pighetti, Il vuoto e la quiete. Scienza e mistica nel ‘600. Elena Cornaro e Carlo Rinaldini, FrancoAngeli, 2005, p. 27