Roma Tre accoglie l’Ente Nazionale Sordi in un convegno

lisflagÈ il 27 maggio 2016 e l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi Roma Tre accoglie un convegno molto importante “Formazione sull’accessibilità: esperienze a confronto in Italia e all’Estero” per portare alla luce le tematiche di accessibilità, formazione e accoglienza per gli studenti sordi e sordociechi organizzato insieme all’Ente Nazionale Sordi.

L’università italiana garantisce la partecipazione degli studenti sordi e sordociechi? Assolutamente sì, ma si potrebbe fare ancora meglio. Questo il quadro che emerge dalle parole di alcuni relatori e relatrici. Ex studenti di alcune università italiane del Nord Italia ci raccontano, infatti, che gli studenti sordi partecipano alle lezioni ma a volte sono costretti a modificare il proprio piano di studi in quanto i servizi di interpretariato non sono sempre disponibili per tutti gli ambiti disciplinari. Come possiamo rimanere inerti di fronte a queste violazioni? Gli studenti sordi sono prima di tutto studenti e in quanto tali vanno tutelati. Gli studenti sordi devono poter scegliere in totale libertà il proprio percorso di studi, al pari di qualsiasi altro studente.

Un migliore interpretariato LIS

I servizi di interpretariato sono fondamentali poiché permettono una perfetta integrazione dello studente; i problemi sorgono nel momento in cui questi servizi risultano carenti o non efficaci. Il sistema universitario dovrebbe puntare alla standardizzazione dei servizi di assistenza e interpretariato per ogni ambito di studio, affinché nessuno possa trovarsi nella situazione di dover rinunciare ai propri sogni o sentirsi dire, come ci racconta la relatrice Verna, “Sei sorda e vuoi fare il medico?” I servizi di sussidio si rivelano fondamentali non solo durante le lezioni, ma anche e soprattutto nel momento dell’esame. Gli esami, infatti, rappresentano per qualsiasi studente un momento di ansia e agitazione; se allo studente sordo viene negata la possibilità di sostenerli a causa della mancanza dell’interprete, ciò si trasforma in una situazione di profondo disagio.

Come tutelare il diritto allo studio dei sordi e sordociechi

Ciò che più conta per tutti noi è quindi riuscire a garantire, tutelare e rispettare i diritti umani. Ogni studente ha il diritto di studiare e deve poterlo fare senza alcuna forma di limitazione. Il problema più grave che gli studenti denunciano è l’isolamento e la mancanza di accesso alle informazioni. Molti sono gli studenti che rinunciano, per esempio, al programma Erasmus. Per fortuna ci sono anche delle iniziative particolarmente virtuose che da anni aiutano gli studenti sordi. Una delle migliori opportunità è rappresentata dalla borsa di studio Fulbright-Roberto Wirth per la Gallaudet University. Questa è un’occasione unica che offre agevolazioni per gli studenti italiani che vogliano andare a studiare per un periodo in America e per studenti americani che vogliano fare un’esperienza di studio in Italia. Alla Gallaudet lo studente ha la possibilità di vivere davvero l’Università a 360 gradi. Lo studente sordo, infatti, ha bisogno non solo di frequentare l’università, ma anche di viverla. Non ci si può e non ci si deve accontentare di rendere le lezioni accessibili perché l’università non si limita alla lezione in aula, l’università è ben altro: è scambiare qualche parola con i nostri colleghi di corso, è andare a mensa, è studiare insieme. La vita universitaria è fatta di tante piccole sfumature che rischiano di non essere accessibili per lo studente sordo; se mancano dei servizi di sussidio adeguati, infatti, lo studente sordo si ritrova al di fuori di quella vita sociale, forzatamente escluso.

Abbattere le barriere comunicative

Alla luce delle testimonianze di tanti studenti sordi che, nonostante le difficoltà, ce l’hanno fatta, ciò che più conta è la possibilità di offrire loro una tutela a tuttotondo, la possibilità di abbattere quelle barriere comunicative che li tengono imprigionati in un isolamento silenzioso. Il nostro impegno, quindi, deve essere quello di impegnarci per innovare l’università all’insegna dell’accessibilità.

La situazione italiana

La situazione accademica italiana è sicuramente sufficiente e lo dimostrano le parole della Professoressa Anna Maria Favorini, delegata del Rettore per la Disabilità presso l’Università degli Studi Roma Tre, che mostra quanto interesse l’Università italiana provi nei confronti delle esigenze degli studenti disabili. Solo Roma Tre, infatti, offre servizi di alta qualità per favorire l’inclusione e promuovere l’autonomia degli studenti sordi, i quali vengono seguiti non soltanto nel percorso di studi ma anche successivamente nel momento in cui si affacciano al mondo del lavoro.

Inclusione e accessibilità

Gli Atenei devono riuscire a costituirsi come centro primario di formazione e accoglienza; per farlo è sicuramente necessario condividere e dare voce alle esperienze dei nostri studenti sordi e sordociechi perché solo ascoltando la loro voce possiamo renderci conto delle problematiche che ogni giorno si trovano ad affrontare. È necessario favorire seminari, convegni e incontri come questo perché possono essere occasioni di confronto importanti tra gli stessi studenti: per loro è un’occasione unica potersi confrontarsi sulle proprie realtà, diverse a seconda dei paesi in cui si trovano a studiare. Solo con l’ascolto e l’azione si possono abbattere le barriere comunicative che ancora oggi ci isolano e ci dividono. Affinché l’università possa crescere all’insegna dell’inclusione e dell’accessibilità, è necessario mettere in atto uno scambio di buone prassi che faciliti una standardizzazione dei servizi.

Le nuove tecnologie

Possono sicuramente aiutare le nuove tecnologie. Queste, tuttavia, non devono e non possono essere la soluzione finale; le nuove tecnologie, infatti, senza l’apporto umano non garantiscono un progresso utile. Solo continuando a coltivare i rapporti umani si può far funzionare la tecnologia nel giusto modo. Per questo bisogna creare un fronte unito e coeso che si muova contro ogni tipo di discriminazione tanto nel mondo universitario quanto al di fuori. È importante muoversi ora, garantire fin da subito i diritti fondamentali.

Nuova consapevolezza

Ciò che questo convegno ci lascia è la consapevolezza di doverci impegnare quotidianamente per la creazione di una società più equa. Ci permettiamo di concludere con una frase di M.L. King affinché funga da stimolo per migliorarci sempre di più, per migliorare i servizi offerti dall’università per gli studenti disabili ma funga soprattutto da plauso per gli studenti sordi che oggi hanno, ancora una volta, abbattuto le barriere comunicative e ci hanno raccontato la loro preziosa esperienza.

“Siate il meglio di qualunque cosa siate. Cercate ardentemente di capire a cosa siete chiamati e poi mettetevi a farlo appassionatamente.”

redatto da Ilaria Marchetti