Libro: Thomas Casadei (a cura di), Donne, diritto, diritti. Prospettive del giurisfemminismo, Torino, Giappichelli editore, 2015.

Spesso si sente dire che le donne vengono valutate a partire da un criterio valutativo maschile, quindi in base alla loro maggiore o mdonne-diritto-dirittij-copertina-pginore aderenza e prossimità al modello maschile. Il volume curato da Thomas Casadei, frutto di un grande lavoro di ricerca e confronto realizzato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia, indaga il panorama giurisfemminista cercando una strada per l’uguaglianza che si discosti da una cultura e una tradizione esclusivamente maschili. Ciò che emerge dai vari contributi è che non basta parlare di femminicidio, di stalking, di interruzione di gravidanza per includere le donne e il loro punto di vista all’interno del panorama giuridico-politico; è necessario ascoltare la voce delle donne, di tutte le donne, diverse l’una dall’altra, ognuna con le proprie particolarità, con i propri desideri e le proprie esperienze. Le sfide più urgenti da affrontare per conquistare e ottenere un “diritto al femminile” che emergono dai vari contributi sono la condivisione dei ruoli di cura, il ripensamento delle dinamiche famiglia-lavoro, l’inclusione di soggetti vulnerabili all’interno di percorsi di tutela, la conciliazione tra la sfera pubblica e quella privata, l’eliminazione di atti discriminatori violenti e persecutori in ambito familiare e affettivo, la parità nel mondo professionale e istituzionale. Ognuna di queste azioni (e in generale il ripensamento delle dinamiche familiari, sociali e politiche) rappresenta un passo in avanti per l’intera collettività in quanto si pone come base per la realizzazione di una società giusta, equa, buona. L’obiettivo è quello di giungere a un nuovo modello, un nuovo approccio che tenga in considerazione i punti di vista di tutti e tutte. Come diceva Simone de Beauvoir, il femminismo è una “causa comune”, coinvolge e interessa tanto l’uomo quanto la donna, proprio perché la conquista di un mondo più equo e meglio organizzato è sicuramente più interessante per entrambi. Il contributo degli uomini, quindi, in questo percorso di decostruzione di un modello di riferimento maschile è fondamentale e imprescindibile. Come sempre il terreno su cui è indispensabile muoversi per agire un cambiamento, per giungere a costruire concretamente una cultura giuridica rispettosa delle differenze è l’educazione, in particolare l’educazione alla parità. Solo attraverso un’educazione paritaria, un’uguaglianza autentica tra i due sessi, si potrà definire e disegnare la reale emancipazione delle donne e il progresso dell’intera civiltà.

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