La buona scuola intraprende il percorso della parità

CatturaIl concorso “Sulle vie della parità” è giunto alla sua terza edizione; un traguardo importante per tutte. Il 26 aprile si è svolta, presso l’Aula Magna della Scuola di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi Roma Tre, la celebrazione e la premiazione dei progetti vincitori. Molti i partecipanti: studenti e studentesse di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia.

Toponomastica Femminile e GIO

La conferenza si apre con i saluti della presidentessa dell’Associazione Toponomastica Femminile, Livia Capasso. Successivamente prende la parola Francesca Brezzi, docente di Roma Tre e presidentessa del GIO. La Brezzi confessa di essere particolarmente felice ed emozionata per questo incontro che sta diventando un importante appuntamento fisso. Ringrazia le ragazze e i ragazzi, ma soprattutto i docenti che hanno proposto tale concorso ai propri studenti. Attraverso la partecipazione a questa competizione non si è di certo aperto un libro e studiato, dice, ma forse qualcosa di più è avvenuto. Tutti gli studenti che hanno deciso di cimentarsi in questi progetti hanno dimostrato di voler comprendere in modo concreto cosa vuol dire essere cittadini, cittadini attivi e responsabili. I risultati brillanti raggiunti da tutti i progetti premiati dimostrano quanto questa esperienza sia stata formativa. I ragazzi sono il domani, sono il futuro e sapere che essi vogliono impegnarsi per essere cittadini attivi, vogliono impegnarsi nel rispettare l’altro, nel riconoscere uguaglianze e differenze al di là di ogni pregiudizio, è uno straordinario passo verso il cambiamento.

Non perdere la memoria

Anche Gemma Azuni, Vicepresidente della Commissione elette di Roma Capitale, ribadisce l’importanza di questo evento. La popolazione delle toponomaste si sta allargando, dice, e non nasconde la soddisfazione per questo traguardo. Iniziare a guardare il cammino delle donne, il loro lavoro e impegno, significa dare loro la giusta visibilità, riscattarne la memoria, finora lasciata, in alcuni casi, completamente nell’ombra.

Cittadinanza attiva e uguaglianza di genere

A riprendere il discorso sulla cittadinanza attiva basata sul principio di uguaglianza sono i rappresentanti della FNISM. Essi sostengono la necessità di intraprendere un percorso di uguaglianza di genere: se la meta a cui tutte aspiriamo è il riconoscimento della parità, la strada da seguire per raggiungere un tale traguardo passa sicuramente attraverso la valorizzazione delle differenze. La donna deve fare sempre di più e sempre meglio affinché possano affermarsi in maniera decisa e definitiva i principi di parità, affinché le nuove generazioni possano confrontarsi con questi nuovi modelli educativi.

La buona scuola

Ancora una volta torna a essere protagonista la scuola, la buona scuola, che educa alle pari opportunità valorizzando la presenza femminile nella storia; e se le conoscenze passano direttamente dalla scuola alle famiglie e dalle famiglie alla società, non si può che ben sperare per il futuro. Interviene, alla fine, anche Valeria Fedeli, Vicepresidente del Senato. La senatrice porta l’attenzione sulle donne e sulla loro partecipazione attiva alla vita. Oggi, dice, si festeggiano i 70 anni dal voto delle donne in Italia ma, continua, senza la lotta e la partecipazione delle donne non si avrebbe alcuna libertà. Parole chiave quindi sono “condivisione” e “rispetto”. È importante che le giovani generazioni partecipino a questi eventi perché, al di là dei progetti premiati, si illumina la strada della parità, mostrando a tutti qual è la direzione da seguire, qual è la giusta via per il futuro.

Decostruire gli stereotipi

A seguito dei vari interventi iniziano le cerimonie di premiazione. I lavori vincitori ricevono un diploma, alcuni voucher per effettuare visite guidate, libri e abbonamenti a riviste da mettere a disposizione della scuola. Ogni progetto merita un plauso perché aiuta a decostruire, mattoncino dopo mattoncino, gli stereotipi che ancora oggi appesantiscono il ruolo della donna nella società.

Una strada per ogni donna

L’evento volge al termine e il ringraziamento va a tutte e tutti coloro che ne hanno permesso la riuscita. La grande risonanza dell’evento è sintomo di interesse e volontà di cooperazione per la realizzazione di un percorso di costruzione dell’identità collettiva al di fuori di qualsiasi stereotipo, luogo comune o pregiudizio. La proposta di Toponomastica Femminile è “una strada per ogni donna”; i nomi delle strade e delle piazze contribuiscono a creare la nostra cultura, contribuiscono a cambiare l’anima delle nostre città. Riconoscere le donne, i loro nomi e le loro biografie, significa colmare una grave lacuna, significa riconoscere, mostrare e condividere il contributo delle donne. Eventi come questo si pongono come linee guida in una strada lunga e confusa in quanto contribuiscono a formare nuovi occhi, occhi in grado di riconoscere il giusto valore della differenza di genere. Eventi come questo contribuiscono alla creazione di nuovi strumenti, strumenti utili per contrastare la discriminazione e la violenza di genere.