“Io immigrata nel mondo” La poetessa Adriana Mattorre e il suo nuovo libro “Avvolta nel mio respiro”

invito presentazione

Adriana Mattorre è una poetessa “diversamente abile” che, dopo il successo della sua prima raccolta di poesie Sassi disagiati (Qualecultura, 2006), ha ora pubblicato la sua seconda silloge, Avvolta nel mio respiro (Nuove edizioni Barbaro, 2015).

Adriana vive nel silenzio. Adriana è costretta e confinata nel suo handicap e da lì non può uscire, o almeno così pensavano tutti. Ma Adriana è forte, Adriana non si arrende, Adriana ha voglia di comunicare e scrive, scrive poesie. Questa è la storia di una giovanissima ragazza che impugna la tastiera del proprio computer e, grazie alla tecnologia, riesce a esprimere le proprie emozioni, i propri sentimenti.

Ogni parola digitata costa molta fatica ad Adriana, più che a chiunque altro, eppure lei scrive. Scrivere  è per lei l’unico modo per accedere al mondo, per infrangere la pesante barriera dell’incomunicabilità.

Adriana, attraverso le sue poesie, nel corso del suo libro, analizza il senso della vita, il significato dell’amore, le ragioni dell’esistenza del male e l’importanza della ricerca dell’altro. Qualcuno l’ha definita “poesia primitiva”; al di là di qualsiasi definizione si possa dare, possiamo sicuramente affermare che la poesia di Adriana è un piccolo miracolo, è la testimonianza di chi ha avuto il coraggio di opporsi ad un futuro negato. Adriana ha un intero mondo interiore da raccontare e lo fa con versi evocativi e affascinanti, suggestivi e polisemici.

Adriana presenterà il suo nuovo libro di poesie “Avvolta nel mio respiro” presso la Sala del Mosaico della Basilica di S. Bartolomeo all’Isola Tiberina domenica 10 aprile alle 17.30. Chiunque voglia avere l’opportunità di conoscere questa straordinaria scrittrice può partecipare liberamente.

Tullio De Mauro diceva che non possiamo fare a meno, non tanto delle parole, quanto di comunicare.  La poesia di Adriana è comunicazione allo stato puro: è il percorso di una ragazza che cerca, giorno dopo giorno, con tutte le sue forze, di uscire dall’oscurità, di trovare una via d’uscita. Noi non possiamo che rimanere increduli di fronte a tanta forza e non possiamo che congratularci con lei e ringraziarla perché si è aperta e donata a noi completamente. Il suo coraggio deve essere per noi monito di impegno per l’Altro.

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