Inaugurazione “Sala delle Donne” a Montecitorio

 LAPR0343 “Visto la presenza maschile, abbiamo voluto riequilibrare un po’ le cose tenendo conto delle tante donne autorevoli della nostra Repubblica. Abbiamo, quindi, pensato alle prime donne, che per la prima volta hanno avuto ruoli e incarichi importati. E abbiamo iniziato dalle prime donne costituenti, che varcarono per la prima volta il portone di Montecitorio: erano motivate e coraggiose, erano delle pioniere”. Con queste parole la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha inaugurato la “Sala delle donne” di Montecitorio. Prima dell’inizio dei lavori un minuto di silenzio per ricordare le vittime dello scontro ferroviario in Puglia.

La nuova sala

sala delle donne 1Nella nuova sala sono presenti 21 ritratti delle costituenti, tra cui le prime dieci sindache elette nel corso delle elezioni amministrative del ’46; la prima presidente della Camera, Nilde Iotti; la prima ministra, Tina Anselmi; la prima presidente di Regione, Anna Nenna D’Antonio. Le prime costituenti, ha dichiarato Laura Boldrini, “Sono state donne lungimiranti, anticonformiste che volevano contribuire a un Paese più giusto non solo dal punto di vista formale ma anche sostanziale. Una consapevolezza femminista che oggi, a volte, non ritroviamo. Se per femminismo si intende una società in cui uomini e donne hanno gli stessi diritti, tutti noi, uomini e donne, dovremmo essere femministi, augurarci una società in cui uomini e donne hanno gli stessi diritti”. Su una quarta parete compaiono poi degli specchi che indicano le tre cariche ancora mai ricoperte da una donna nel nostro Paese, ovvero presidente della Repubblica, presidente del Senato, presidente del Consiglio dei ministri. Sotto gli specchi una scritta recita “potresti essere tu la prima”: una frase che vuole essere un’esortazione e una spinta al cambiamento.

La strada per la parità è ancora lunga

sala delle donne 2_MGTHUMB-INTERNANonostante molta strada sia stata percorsa nell’arco degli ultimi 70 anni, molta ne resta da fare insieme per la parità, per i diritti, per un mondo equo. Poche infatti sono infatti le donne ai vertici delle aziende o in ruoli decisionali; è quindi necessario continuare a lottare affinché siano riconosciuti gli stessi diritti alle donne e agli uomini. La Presidente, in ultimo, ricorda quanto sia importante impegnarsi per combattere la violenza contro le donne. Ci auguriamo che questo piccolo passo lasci un’impronta significativa e dia alle donne una spinta in più per credere nel proprio valore e nei propri diritti.