DIRETTIVA 92/85/CEE DEL CONSIGLIO DEL 19 OTTOBRE 1992

DIRETTIVA 92/85/CEE DEL CONSIGLIO DEL 19 OTTOBRE 1992, CONCERNENTE L’ATTUAZIONE DI MISURE VOLTE A PROMUOVERE IL MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI E PUEPUERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO (GUCE L 348 DEL 28.11.1992) RECEPITA IN ITALIA MEDIANTE DECRETO LEGISLATIVO DEL 25/11/1996 N. 645 (GU N. 299 DEL 21.12.1996 P. 17).

SINTESI

(a cura della dott.ssa Teresa Maria Moschetta)

OGGETTO: Attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento.

LAVORO NOTTURNO: Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le lavoratrici non siano obbligate a svolgere un lavoro notturno durante la gravidanza o nel periodo successivo al parto che sarà determinato dall’autorità nazionale competente per la sicurezza e la salute, con riserva della presentazione, secondo modalità stabilite dagli Stati membri, di un certificato medico che ne attesti la necessità per la sicurezza o la salute della lavoratrice interessata.

CONGEDO DI MATERNITA’: Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le lavoratrici fruiscano di un congedo di maternità di almeno quattordici settimane ininterrotte, ripartite prima e/o dopo il parto, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali. Il congedo di maternità deve includere un congedo di maternità obbligatorio di almeno due settimane, ripartite prima e/o dopo il parto, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali.

DISPENSA DAL LAVORO PER ESAMI PRENATALI: Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari affinché le lavoratrici gestanti fruiscano, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali, di una dispensa dal lavoro senza perdita della retribuzione per recarsi a effettuare esami prenatali nel caso in cui questi esami debbano essere effettuati durante l’orario di lavoro.

DIVIETO DI LICENZIAMENTO: Gli Stati membri adottano le misure necessarie per vietare il licenziamento delle lavoratrici nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il termine del congedo di maternità, tranne nei casi eccezionali non connessi al loro stato ammessi dalle legislazioni e/o prassi nazionali e, se del caso, a condizione che l’autorità competente abbia dato il suo accordo.

DIRITTI CONNESSI CON IL CONTRATTO DI LAVORO: Alle lavoratrici devono essere garantiti, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali, i diritti connessi con il contratto di lavoro, compreso il mantenimento di una retribuzione e/o versamento di un’indennità adeguata.

DIFESA DEI DIRITTI: Gli Stati membri introducono nel loro ordinamento giuridico interno le misure necessarie per consentire a qualsiasi lavoratrice che si ritenga lesa dalla mancata osservanza degli obblighi derivanti dalla presente direttiva di difendere i propri diritti per via legale e/o, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali, mediante ricorso ad altre istanze competenti.