Prevenzione ipovisione e cecità

cecità

L’ipovisione è quella condizione di riduzione permanente della funzione visiva che non permette a un determinato individuo:

· il pieno svolgimento della sua vita di relazione,

· la conduzione di una normale attività lavorativa,

· il perseguimento delle sue esigenze e aspirazioni di vita.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un soggetto è ipovedente quando ha un visus nell’occhio migliore compreso fra 1/20 e 3/10. (Un soggetto è, invece, cieco quando l’acuità visiva corretta nell’occhio migliore è inferiore a 1/20). Il visus (o acutezza visiva) è la visione centrale e distinta; è la capacità dell’occhio di vedere i più fini particolari di un oggetto che sta fissando. Si misura facendo leggere delle lettere poste a una determinata distanza. In Italia si misura in decimi.

L’insorgenza della cecità, sia parziale che totale, è considerata, da sempre e universalmente, una delle evenienze più drammatiche che possa colpire un individuo e una delle aggressioni più temibili all’organismo umano. Ne consegue che la perdita della visione provoca una situazione difficilissima per l’individuo. Egli è costretto a vivere l’ambiente attraverso la mediazione di altri.

Sino a qualche anno fa, nel nostro paese, a differenza di altri (specialmente del Nord Europa), non esisteva una cultura della riabilitazione visiva. Negli ultimi anni la situazione è radicalmente cambiata con l’avvento della legge 284/97 (Disposizioni per la prevenzione della cecità e per la riabilitazione visiva e l’integrazione sociale e riabilitativa dei ciechi pluriminorati).