Analisi 2015 dei Dati Statistici di Genere a Roma Tre

graph-163549_960_720Il Comitato Unico di Garanzia ha realizzato quest’anno una prima attività di commento sui dati statistici relativi all’Ateneo Roma Tre per l’anno 2015. Il Comitato si è focalizzato su una lettura che evidenziasse in particolare le dinamiche relative al genere declinate all’interno delle tre principali componenti dell’Ateneo: studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti. L’analisi integrale è scaricabile a questo link.

Cominciamo dagli studenti

Guardando alla popolazione studentesca che frequenta Roma Tre, il CUG ha voluto mettere a punto un’indagine di genere andando a verificare la percentuale di studentesse e di studenti in ogni singolo dipartimento, evidenziando le aree in cui sarebbe auspicabile una partecipazione studentesca maggiormente paritetica.

Guardare ai singoli dipartimenti significa dare uno sguardo al futuro, significa guardare alle donne e agli uomini di domani che popoleranno i diversi ambiti lavorativi; se vogliamo pari opportunità per tutti, è necessario partire da qui, partire dall’analisi di genere e intervenire là dove possibile.

Tra le nuove matricole la componente femminile è prevalente: nel 2014/15 si rileva infatti una proporzione del 57% a favore delle donne. Guardando tuttavia attentamente la ripartizione per dipartimento la componente femminile risulta particolarmente deficitaria nei Dipartimenti di Ingegneria, in cui non si sfiora nemmeno il 20%, e Matematica e Fisica in cui non si raggiunge il 30%. Migliore ma non di molto la situazione nei Dipartimenti di Economia e Studi Aziendali in cui la componente femminile immatricolata a Roma Tre riesce a superare la soglia del 30%. I Dipartimenti che, al contrario, accolgono la più alta percentuale di nuove immatricolate sono quelli di Scienze della formazione e di Lingue, letterature e culture straniere. Per quanto la percentuale femminile totale appaia lievemente superiore rispetto a quella maschile (quasi il 60%), rimane una percentuale fortemente squilibrata se messa in relazione ai rispettivi ambiti disciplinari.

Ne consegue una scarsa presenza di studentesse presso le facoltà di tipo scientifico. Tale tendenza si conserva anche quando si guardano i dati relativi alle studentesse e agli studenti che si laureano presso il nostro Ateneo. Per quanto riguarda i dati inerenti gli iscritti ai corsi di dottorato, la presenza femminile scende ancora, sia rispetto alle specifiche discipline dei corsi di dottorato, sia rispetto al totale (si registra un 50,9% di iscritte donne ai corsi di dottorato contro un 58,8% di immatricolate ed un 60,7% di laureate).

Il personale Tecnico, Amministrativo e Bibliotecario

Andando a guardare i dati relativi al personale tecnico, amministrativo e bibliotecario di Ateneo secondo la divisione per genere si evidenzia la significativa presenza di donne all’interno di tutte le categorie.

Analizzando la distribuzione per categorie sul totale di genere, si configura un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine. Tuttavia, a fronte della preponderanza delle donne nelle varie categorie, si rileva una differenza di attribuzione di responsabilità/posizione e di retribuzione nei ruoli apicali e, soprattutto, la totale assenza femminile dai ruoli dirigenziali. Il dato è confermato anche nell’analisi di genere dell’organigramma dell’Amministrazione Centrale (pubblicato sul sito Amministrazione trasparente http://host.uniroma3.it/progetti/at/ e aggiornato al febbraio 2016): su 12 Aree, solo 4 sono guidate da donne.

I docenti di Roma Tre

Passando all’ambito della docenza si può riscontrare una situazione sostanzialmente allineata rispetto ai dati nazionali prodotti dal MIUR. Si rileva, con una tendenza migliorativa, una presenza femminile tra i Professori Associati del 40,7% a fronte di un 38,28% a livello nazionale e, con una tendenza leggermente peggiorativa, una presenza femminile del 48,3% tra i ricercatori a tempo indeterminato a fronte di un 48,76% a livello nazionale.

Diverso il discorso per le ricercatrici a tempo determinato: 56,6% a Roma Tre, a fronte di un dato nazionale del 41,88% e per le Professoresse Ordinarie: 30,9% nel nostro Ateneo, a fronte di una percentuale nazionale del 23,16. Dato quest’ultimo positivo, ma ben lontano dallo sfiorare la soglia del 50%.

La carriera universitaria al femminile è ancora una strada in salita

Se guardiamo ai dati per dipartimento, il manifestarsi dell’inaccessibilità per le donne si rivela con particolare evidenza in alcuni dipartimenti: Architettura, Ingegneria, Matematica e fisica, Giurisprudenza, Scienze. Ma anche nei dipartimenti dove le donne superano notevolmente la maggioranza come Lingue, la percentuale delle donne professori ordinari non supera il 50%.

Una speranza dagli assegnisti di ricerca: si, ma solo se non è scienza e tecnologia

Guardando ai dati degli assegnisti di ricerca, che pure rappresentano una parte importante della docenza, in quanto sono lavoratori a tutti gli effetti e svolgono sia attività di ricerca che di supporto alla didattica, la presenza femminile risulta quasi pari a quella maschile: il 47% degli assegni è infatti destinato alle donne. Ci sono però delle eccezioni: il Dipartimento di Ingegneria, dove solo il 22% degli assegni è attribuito alle donne e il Dipartimento di Matematica e Fisica con il 29% di assegniste. In questi Dipartimenti la presenza femminile risulta più contenuta anche nelle prime fasi della docenza, come si diceva sopra.

Da questo breve quadro ne deriva che per le donne sia più difficile accedere alla fascia apicale della carriera.

La riflessione sulle azioni innovative

L’auspicio è che questa analisi possa costituire un’occasione per riflettere su delle azioni innovative. Si tratta di dedicare particolare attenzione alla continua ricerca di un equilibrio fra i generi, un equilibrio che è garanzia di migliori condizioni di vita e di lavoro. Il CUG, attraverso questa prima analisi di genere, ha deciso di compiere un primo importante passo per il superamento di queste disparità, per iniziare un cammino verso un futuro di uguaglianza e parità.